Andamento Termico e Anomalie Caldo
La settimana analizzata per la stazione di Foligno, dal 20 al 26 aprile 2026, ha evidenziato un’elevata variabilità termica con una chiara tendenza al riscaldamento verso il suo epilogo. I primi giorni hanno registrato temperature massime elevate, raggiungendo 22.5°C il 20 aprile e mantenendosi ben al di sopra della media stagionale, con un’anomalia di +3.9°C. Un temporaneo calo si è osservato a metà settimana, in particolare il 22 e 23 aprile, quando le massime si sono attestate sui 16.8°C e 17.8°C rispettivamente. Tuttavia, il finale di settimana ha visto un’impennata dei valori, con massime che hanno toccato 24.2°C il 26 aprile, evidenziando un’anomalia termica di +3.4°C. Le temperature percepite (t_app_max/min) hanno seguito un andamento simile, mentre le minime notturne, pur non estreme, hanno mostrato una maggiore escursione, scendendo fino a 3.7°C il 24 aprile.
Questo pattern termico suggerisce un’iniziale influenza di masse d’aria più calde seguita da un temporaneo ingresso di correnti più fresche, probabilmente di origine orientale o nord-orientale, per poi ristabilirsi sotto l’influenza di un promontorio anticiclonico di matrice subtropicale che ha progressivamente interessato il Centro Italia.
Precipitazioni Scarse e Deficit Idrico
Il dato più rilevante sul fronte pluviometrico è la quasi totale assenza di piogge per gran parte della settimana. Con un accumulo settimanale totale di appena 4.8 mm (2.9 mm il 20 aprile, 0.4 mm il 21 aprile e 1.5 mm il 22 aprile), la stazione di Foligno ha registrato un marcato deficit pluviometrico giornaliero per la maggior parte dei giorni, con anomalie di -2.0 mm, -0.9 mm e -2.4 mm (quest’ultima per tre giorni consecutivi senza pioggia). L’assenza di precipitazioni negli ultimi quattro giorni della settimana ha esacerbato le condizioni di secchezza del suolo, che ha mantenuto un’umidità media del 31-32%, senza ricariche significative.
Venti e Rischio Incendi (FWI)
Il regime eolico è stato un fattore di rilievo, soprattutto a metà settimana, con venti medi giornalieri che hanno raggiunto 33.00 km/h il 21 aprile e 30.00 km/h il 22 aprile, accompagnati da raffiche massime intense fino a 58.00 km/h (21 aprile) e 49.00 km/h (23 aprile). La direzione prevalente è stata E-ENE per gran parte della fase ventosa, per poi virare a SSE-ESE verso la fine della settimana. Questa combinazione di venti, alte temperature e mancanza di piogge ha avuto un impatto diretto sull’Indice di Rischio Incendi (FWI – Fire Weather Index).
L’FWI ha mostrato un’evoluzione preoccupante: da un valore iniziale molto basso (0.9 il 20 aprile), è progressivamente aumentato, raggiungendo livelli alti con 22.2 il 23 aprile e mantenendosi elevato a 15.4 il 25 aprile e 18.8 il 26 aprile. Questa rapida escalation è indicativa di un progressivo disseccamento della vegetazione e del combustibile al suolo, rendendo le aree boschive e la vegetazione secca particolarmente vulnerabili in caso di innesco, una condizione tipica delle prime fasi della stagione secca nel centro Italia, accentuata dalla persistenza anticiclonica.
Altri Indici Climatici
L’evapotraspirazione giornaliera (ET Daily) ha registrato valori da 2.10 mm a 4.20 mm, coerenti con giornate soleggiate e più calde, indicando una significativa perdita di umidità dal suolo e dalla vegetazione, ulteriormente supportata da un crescente deficit di pressione di vapore (VPD), passato da 0.20 a 0.32. L’indice UV ha raggiunto picchi elevati (8.0 il 20 aprile e 7.0 il 21 aprile), tipici di fine aprile. I Growing Degree Days (GDD5) hanno mostrato accumuli termici significativi, favorendo l’attività vegetativa. La pressione atmosferica si è mantenuta su valori relativamente stabili, indicando condizioni di tempo perlopiù stabile. Riguardo ai fenomeni temporaleschi, l’attività elettrica è stata registrata solo all’inizio della settimana (153 fulmini sia il 20 che il 21 aprile), per poi cessare completamente nei giorni successivi; per i giorni senza fulmini, i dati sulla distanza minima sono risultati non disponibili. I dati relativi alla qualità dell’aria (AQI, PM25, CO2) non sono stati disponibili per l’intera settimana.
In conclusione, la settimana è stata un esempio eloquente della rapidità con cui le condizioni meteorologiche primaverili possono evolvere verso scenari di siccità e potenziale rischio incendi nel cuore dell’Umbria, con un’alternanza tra masse d’aria più fresche e il ritorno prepotente di un’influenza anticiclonica subtropicale.
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